martedì 2 aprile 2013

Le pagine dello shopping...abbigliamento. Finalmente primavera!

Forse oggi spunta il primo vero raggio di sole primaverile. Speriamo duri!
Oggi  voglio condividere i miei due ultimi acquisti, di cui sono molto orgogliosa.
Il primo è un vestitino Zara, nero e traforato. Sono molto sorpresa di questo acquisto, perché non ho mai amato particolarmente l'abbigliamento di Zara, mi ci sono ritrovata per caso e mi è piaciuto molto questo modello. E' fantastico per il mio fisico perché nasconde il mio difetto peggiore, la pancia, e mette in evidenza invece un mio pregio, le gambe. La parte superiore è trasparente, e credo proprio che lo indosserò con una canotta nera.

Ovviamente non quelle scarpe e mai a gamba nuda, leggins neri e stivali per ora...
Devo però esprimere una lamentela e tutto il mio biasimo per la politica taglie di Zara. Io sono stata in uno store molto grande in un centro commerciale enorme. Vagando per i vari settori ho trovato una bellissima gonna lunga di cotone e ho visto che le taglie per quel modello potevano arrivare fino alla xxl (chiariamo subito che la xl è paragonabile a una 48, non vi aspettate niente di che). Così chiedo alla commessa se ci fosse un settore specifico con taglie plus size, e se di quella gonna fosse disponibile la xxl. La commessa, molto gentilmente, mi risponde che no, non c'è una sezione plus size, la disponibilità di taglie è casuale e a scelta dell'azienda. E no, di quella gonna non c'è la xxl, seppur presente nel ventaglio taglie sul cartellino. Peccato però che di taglie "comode" non se ne trovino molte, quella gonna era l'unico esemplare di tutto il negozio. Se da una parte non dispiace di certo non essere ghettizzate a una fettina di negozio, dall'altra trovo veramente perfido costringere le persone a spulciare tutti i modelli esposti in cerca di taglie umane, considerando anche che le taglie non sono standard per tutti i vestiti, ma possono variare da collezione a collezione (in alcuni casi andranno dalla s alla l, in altri dalla xs alla m, in altri troverete solo la m o solo la l, tutti diversi e senza una logica apparente). Che senso ha? Se qualcuna l'ha capito me lo spieghi per favore, che io a parte l'enorme frustrazione e tristezza non l'ho capito.

Il mio secondo acquisto è un pezzo che aspettavo da tempo, e quando l'ho visto esposto sulla rella non ho potuto che acchiapparlo e non farmelo sfuggire.
Come ho detto altre volte, noto con estremo piacere un continuo miglioramento del reparto Curvy di OVS, e anche questa volta non si è smentito. Ho trovato uno splendido chiodo di simil pelle in perfetto stile biker, un must have della stagione che proprio non poteva mancare nel mio guardaroba. Nero, morbido (addirittura lavabile in lavatrice), col collo alla coreana e cerniera di chiusura, è un vero spettacolo. Peccato che OVS non allarghi la collezione, magari ampliando la sezione jeans, utilizzando la stessa cura che mette nella sezione regolare (è uno dei pochi store low cost, forse l'unico, dove i jeans sono disponibili a un prezzo ragionevole in moltissimi tagli diversi), sarebbe davvero fantastico.
Purtroppo non sono riuscita a trovare foto della giacca, ne ho trovata una simile su Polyvore e mi accontento...Ecco un'idea di abbinamento...che ne pensate? Gli stivaletti così mi piacciono molto, potrebbero diventare presto il prossimo obiettivo shopping!


Giacca di pelle

giovedì 7 marzo 2013

Di colori, rossetti, armocromia e pasticciamenti

Mi piace pasticciarmi la faccia di colori, mi è sempre piaciuto, fin dal momento in cui le mie mani hanno preso possesso dei miei primi due rossetti. Me lo ricordo bene come se fosse ieri, me lo ricordo forse meglio del mio primo bacio (bello eh, ma niente di storico, ne son venuti di meglio dopo! Magari una volta ve li racconterò :P). Andai con mia madre a visitare una sua cara amica, donna fashionissima e sempre all'ultima moda, sempre gentile e dispensatrice di consigli e prodotti. Ero in seconda media credo, cominciavo a guardarmi attorno e a capire che l'altro sesso aveva un qualche interesse e una funzione diversa dal rubare ossigeno e dare fastidio in classe, e quindi aumentava il mio desiderio di piccolo pavone in crescita di abbellirmi per essere più graziosa agli occhi dell'altra metà del cielo (beh, c'è voluto molto tempo prima che questo diventasse vero...ma è un'altra storia). Dicevamo, ero a casa di questa simpatica signora, e lei mi regalò due rossetti che non le piacevano più, seminuovi. I miei occhi si fecero a cuoricino, bam, il primo amore della mia vita. Due piccoli stick azzurri (il primo passo di una lunga strada che mi ha portato alla mia piccola collezione di rossetti Mac ampliata giusto ieri) della Avon. Un rossetto rosa chiaro, perlato, e uno arancio molto pigmentato. Due estremi opposti del mondo dei lipstick. Li mettevo la domenica, quello rosa mi stava bene e indossavo quello arancio quando avevo voglia di osare, ma non mi ci sentivo benissimo. Da lì in poi è stato tutto uno sperimentare!
 
 
Ricordo i primi anni delle superiori, ho passato una fase abbigliamento maschile/rossetto e matita labbra mattone...brividi freddi lungo la schiena...ma come ho potuto? Poi ho passato una fase ombretti rosa e rossettini rosa...Per approdare poi alla fase smokey nero, ma rossetti sempre rosa pallido e poco appariscenti, al limite un fucsia ma sempre trasparente e lucido. E poi? Poi sono cresciuta, ho abbattuto molte barriere, e ho deciso che era il caso di tirare fuori il meglio di me e di valorizzarmi al meglio (nonché momento dell'incontro con l'amica di cui parlo spesso, punto di riferimento per me nel mondo del make up e del colore). Ho acquistato il mio primo rossetto fucsia mat (un Prolongwear di Mac, Love Forever), e...che spettacolo! Credevo che un colore così fosse troppo appariscente e invece su di me è una meraviglia...e poi sono venuti Violetta, Mac RED, Fusion Pink (sempre Mac, ho solo rossetti Mac, tranne un NYX), e tanti altri.
Ho ampliato anche la mia collezione di ombretti, aggiungendo tanti viola, i blu, gli azzurri, i grigi...tutto questo passando per la scoperta dell'armocromia.
Non serve che stia a spiegare che cos'è, credo che oramai sia abbastanza comune parlarne e tutte bene o male sappiano di cosa si tratta, oltre al fatto che non ho competenze tecniche per poter scendere in dettagli specifici su come si faccia un'analisi. Faccio una dovuta precisazione, non mi sono mai fatta analizzare da un'esperta, non ho una certificazione della mia stagione, ma conosco molte ragazze di persona che l'hanno fatto e so di cosa sto parlando. Sono anche piuttosto sicura di quale sia la mia stagione, sono un inverno assoluto tendente al brillante, i miei colori sono così lampanti che è difficile sbagliare, si può dire che sono un caso/tipo.
Cosa penso dell'armocromia? Che è eccezionale, e consiglio a tutte le indecise un'analisi da un'esperta, anche solo per levarsi i dubbi e capire meglio di cosa di stratta, perché chi dice che è una gabbia non ne ha ben compreso il meccanismo, o si è fatto fuorviare da pareri un po' estremisti.
L'armocromia non è una gabbia, va da sé che ogni persona è libera comunque di indossare trucchi e colori a suo piacimento, la creatività personale non è mai messa in discussione. Ma cosa succede quando i colori che ci mettiamo addosso sono quelli giusti per noi? Cambia tutto! L'ho provato sulla mia pelle, la mia freddissima e chiarissima pelle. Ho capito perché il marrone che usavo da ragazza mi faceva un effetto strano e malaticcio, ho visto come mi sta da dio il rosso in base blu (e lo sapete che...io odio il rosso!), mi sono resa conto che posso osare con i fucsia accesi, che posso permettermi i blu, e che certi colori è meglio che li evito, che gli arancio mi stanno male, che i nude mi ammazzano. E' una gabbia per me? No, mi ha aperto orizzonti che credevo di non poter nemmeno avvicinare, e mi ha dato la conferma che se dubitavo di un colore potevo anche avere ragione. Perché indossare un rossetto rosa salmone se so che mi starà male? E' come indossare un paio di pantaloni col taglio sbagliato, una gran perdita di tempo. Ieri ho visto un'amica molto titubante col suo make up indossare il colore giusto di rossetto, e ho visto il suo volto acquistare in luce, bellezza, carattere, nonostante fosse struccata e si sentisse spettinata. Era bellissima col suo marrone caldo, incantevole, se avesse scelto i fucsia che ama tanto (e che dice di invidiarmi...ma anche no! Perché invidiare un colore che ci starebbe male e non essere entusiaste di un colore che ci fa risaltare al massimo?), sarebbe sembrata un semaforo. E poi posso garantirle che essere me non è semplice, la mia pelle è così fredda da necessitare di colori glaciali, e non sempre questi sono trovabili. Per esempio, per me è impossibile fare il counturing, non ho ancora trovato un colore adatto, tutte le terre e i bronzer in commercio sono molto caldi, non c'è storia, e no, non mi accontento di qualcosa di simile, non me ne frego e metto la prima cosa che capita, otterrei il risultato di avere due macchie livide sulle guance, e io per certe cose sono un po' pignola.
E ho visto una carissima persona che non si truccava, o lo faceva poco e dei colori sbagliati coi quali si sentiva un po' a disagio, fare l'analisi, scoprire la sua stagione e rendersi conto che con i suoi colori può osare, può truccarsi, essere bellissima, prendere sicurezza e comprarsi tre blush viola (che fra l'altro le stanno che è una favola)!!! Che meraviglia! A me questa non sembra proprio una gabbia, mi sembra invece che sia uscita dalla sua gabbia! Mi sembrano binari che permettono di viaggiare in tutto il mondo e visitare posti nuovi!
Se avete voglia di provare e sperimentare un'analisi vi consiglio di rivolgervi a Pia di Coloressential
Tutte le persone che conosco che si sono fatte analizzare si sono rivolte a lei, e hanno trovato una persona molto professionale oltre che molto carina e disponibile. Il suo blog è una miniera di informazioni e spunti, ed è sicuramente un buon modo per iniziare ad approcciare l'argomento, anche solo per capire di cosa si sta parlando, vedere le foto di casi reali fa rendere conto di cosa voglia dire usare i colori giusti. Non ne resterete deluse, garantito!
Cosa ne pensate? Qualcuna ha già fatto l'analisi? Qualcuna non la farà mai? Parliamone!

lunedì 4 marzo 2013

I'm back! Special review...la colla!

Sì sono ancora viva, no non mi sono data all'uso di droghe pesanti...XD
Ne volevo parlare da un po', e finalmente ho trovato il tempo! Questa è una review speciale perché il prodotto non è più in commercio. Vi chiederete come mai perderci tempo...perché magari qualcuna lo possiede e non sa cosa farsene, e magari la ditta produttrice legge per caso questo post e si fa cogliere da illuminazione e lo ripropone...perché è un must have, irrinunciabile, ringrazio il giorno che una carissima amica me l'ha fatto conoscere e spiegato come usarlo. Bando alle ciance e introduciamo lei, la colla!!
Kiko Smoky Eyeshadow Waterproof, uscito nella collezione Coral Bay oramai nel lontano 2011 (Kiko, mettiti all'ascolto per favore!!).


Dovrebbe essere un ombretto liquido, sfumabile, resistente, ed era stato proposto in otto colorazioni, ne sono passate per le mie mani tre, il blu, il lilla e il nero. Beh, il prodotto in sé non è niente di che, anzi fa proprio schifino. E' un liquido gelatinoso, si stende male e si sfuma malissimo, rimane a chiazze, non copre, appiccica, e resiste anche poco. Una delusione. Un prodotto inutile. E come diventa un must have? Cambiandone l'uso!
Messo come base è una meraviglia, uno spettacolo, irrinunciabile. Ho le palpebre che tendono a sudare e ungersi in fretta, d'estate per me è impossibile andare oltre una linea di eyeliner. Questo ombretto invece, se messo nel modo corretto, mi garantisce una tenuta estrema e in ogni condizione di temperatura e sudore, garantisco anche 12 ore di inamovibilità. Va steso con un pennello piatto, sintetico, tipo quelli da correttore, cercando di metterlo in maniera uniforme (lo so, è un lavoraccio, ma provateci). Dopodiché, quando è ancora umidiccio (e non asciuga tanto in fretta, di per sé sarebbe un difetto ma per il nostro utilizzo è l'ideale), si può passare ad applicare il colore che vogliamo, abbinandolo al colore della nostra colla (ora avete capito perché viene chiamato così? :P Non mi prendo io il merito del nome, non l'ho inventato io). Io preferisco il nero, e sopra ci metto colori scuri, che risaltano meglio su base nera, tipo Young Punk di Mac, che da solo è poco coprente, ma così diventa una meraviglia.
                                
Mi raccomando, il colore non va sfumato troppo, sarà quasi impossibile farlo, ma applicato tamponandolo leggermente con un pennello a matita.
L'unica pecca che posso trovare, è che il nero ha dei piccoli glitter argentati, che vanno a modificare il colore finale, cosa che non crea problemi se si usano colori luccicanti ma che vi limita nei colori mat (per quanto se ci passate un ombretto mat un po' si attenuano, ma non scompaiono del tutto).
Non esiste base ombretto, ombretto cremoso, o altro che si possa paragonare in resistenza e durata, non c'è Primer Potion che regga il confronto, questo prodotto è il top per le tenute estreme. Richiede un po' di attenzione in più per struccarlo, uno struccante oleoso è meglio, ma niente di impossibile.
Se Kiko decidesse di riprodurlo, magari proponendo anche gli stessi colori della collezione e un nero mat, non sbaglierebbe, modificando però la descrizione e la destinazione d'uso del prodotto: potrebbe diventare a ragione un prodotto di punta da inserire nelle collezioni permanenti, io di certo non ne potrei fare a meno!
E voi, esperienze con la colla?

lunedì 28 gennaio 2013

Zuppa di salmone di Gordon Ramsey

Chi di voi sa seguendo "In cucina con Ramsey" su Real time? Io amo Ramsey, un gigione montato e dal gran caratteraccio ma in cucina sa il fatto suo, mi piacciono molto le sue ricette fusion e mi piace il suo modo di spiegarle. Trovo che questo tipo di cucina sia gustosa e sana, tanti ingredienti freschissimi; pesce e verdure fresche, niente di meglio per un freddo sabato sera di gennaio. La settimana scorsa ha proposto questa zuppa, e non ho resistito a provarla. Ho modificato alcuni ingredienti della ricetta originale (non sono riuscita a trovarli), ma il risultato è statostato strepitoso comunque. La prepariamo?

Ingredienti
Un bel filetto di salmone con la pelle
1 litro e mezzo di brodo di pesce
2 cucchiai di miso
1 peperoncino rosso lungo
Un pezzo di zenzero fresco
Buccia di limone
1 broccolo
Una manciata di bietolina
Funghi pioppini

Preparare il brodo, aggiungendo il miso al brodo di pesce, il peperoncino a pezzetti, lo zenzero a julienne e la buccia di limone. Far bollire cinque minuti e inserirvi delicatamente il salmone con la pelle verso il basso. Controllare che il pesce rimanga sempre coperto dal brodo. Una volta cotto, toglierlo con attenzione dal brodo e tenerlo in caldo con un pochino di brodo per non farlo seccare. Ora mettere nel brodo il broccolo diviso nelle sue cimette, la bietolina tagliata a striscioline e i funghi puliti e far cuocere. Quando le verdure sono pronte si assembla il piatto: mettere pezzi di salmone sul fondo di una ciotola, versare sopra le verdure e coprire col brodo. Buon appetito!

Per questa ricetta non serve aggiungere sale (brodo e miso sono già belli salati, equilibrateli a vostro gusto), non serve olio (il salmone è un pesce grasso di suo, anche se con tanti grassi buoni), e vi assicuro che è gustosissima, la mia pentola ha visto il fondo molto velocemente! Così tanto che non sono riuscita a fare foto...mi perdonerete?

mercoledì 23 gennaio 2013

Aboliamo le diete.

Ultimamente ci sono stati diversi spunti che mi hanno spinta a scrivere questo post. Spot in TV dove si esalta la magrezza femminile (vuoi dimagrire e avere più fiducia in te stessa? Mangia i miei cereali! Fa niente se poi quei cereali sono pieni di zuccheri e mangiarli due volte al giorno come pasto unico non sia la cosa più sana del mondo); è di pochi giorni fa la notizia che la pubblicità di una nota pillola dimagrante è stata multata per pubblicità ingannevole; donne che sembrano esistere solo in funzione del loro corpo, pance che ridono grazie a uno yogurt; un documentario celebrativo su quanto sia diventata icona di stile e musa di tutti gli stilisti Kate Moss, considerata una delle donne più belle al mondo. Piccoli stimoli che mi hanno dato l'occasione per riflettere.
Ho seguito diverse diete, tutte con professionisti del settore, medici dietologi e endocrinologi. Hanno funzionato? Sul breve periodo, sì. Allora perché voglio abolire le diete? Perché insieme ai chili di troppo se ne sono andate la giornata di vivere, la mia vita sociale, l'allegria, il gusto per le cose buone, sostituti da bilancia, piano alimentare, insalatine scondite e sabati tristi. E non ho resistito a lungo, più mi sentivo a dieta più avevo voglia di trasgredire, aumentava la fame e la voglia di dolce. L'effetto yo yo era dietro l'angolo, questo è stato l'unico effetto garantito dalle diete. Più ci si sente a dieta, più si ingrassa, non c'è via di scampo.
Il primo dietologo, uno anche abbastanza famoso, durante la prima visita mi disse che avevo proprio un bel viso, ed era un peccato avessi qualche chilo di troppo. All'epoca il complimento mi fece piacere, ora penso che insulto peggiore non possa esistere: la mia bellezza deve passare attraverso una bilancia? Il mio viso è meno bello se non sono magrissima? E in base a cosa, a quale ideale malato? Io sono bella e stop, bella per la mia unicità, per la luce nei miei occhi, per il mio cervello funzionante.
Con questo non voglio dire che abbuffarsi di schifezze sia sano e lecito, che bere bevande gasate come se non ci fosse un domani sia cosa buona e giusta, che non fare movimento sia un mantra da seguire. Dico che il buon senso è la cosa giusta, mangiare sano, mangiare poca carne e tanta verdura e frutta, mangiare la pizza quando ci va e non privarsi dei dolci, muoversi un po' e vivere felici. Si può stare bene anche con qualche chilo di troppo, si può essere in salute nonostante le maniglie dell'amore. E ci si deve amare sempre, nonostante tutto. Basta con le diete, basta con la solita storia del "Sì ma dieta intesa come stile di vita", nessuno usa più la parola dieta in quell'accezione, e allora basta, chiamiamolo stile di vita e stop, che tanto dieta fa solo pensare a 1400 calorie e 70gr di pasta, mette più tristezza di un pomeriggio su rete4. Mangiamo quello che ci piace e ci rende felici con un po' di sale in zucca, non facciamoci dire da nessuno che con qualche chilo di meno saremmo più belle, noi siamo belle così come siamo, e per chi non lo capisce beh, peggio per lui/lei/loro. Liberiamoci dalle catene delle diete, e vivremo meglio. Io sto cercando di farlo, di imparare a vivere meglio e a volermi più bene, voi?